LADY UP

AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica

17/09/2025 – h. 10:00 – Casa Circondariale Brindisi
Evento gratuito per i detenuti

Idea e regia Vito Alfarano
Coreografie di Vito Alfarano, Doriana Epicoco e Marianoel Gioia
Danzano i detenuti della Casa Circondariale di Brindisi e i danzatori professionisti della compagnia
Ruolo protagonista Francesca De Giorgi – Bio Queen con Sindrome di Down
AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica
Coproduzione Fabula Saltica

“Lady Up” è una performance di teatrodanza che celebra il talento, la determinazione e la libertà di essere sé stessi.
Al centro dello spettacolo c’è Francesca De Giorgi, danzatrice con sindrome di Down, protagonista assoluta in un ruolo creato su misura per lei: quello di una diva, una star dello spettacolo, una donna che conquista la scena con grinta, sensualità e autenticità.

Accanto a lei, un corpo di ballo composto da danzatori professionisti e detenute: una compagnia ibrida e potente, che unisce mondi diversi in un’unica azione scenica. Francesca non è simbolo di fragilità, ma di forza: guida il gruppo con la sua energia e diventa l’emblema di una bellezza che non chiede permesso.

Un elemento speciale e carico di significato è la scelta artistica di far interpretare a Francesca un personaggio drag: Lady Up è una bio queen, forse la prima drag queen biologicamente donna con sindrome di Down ad apparire sulla scena professionale italiana.
Un gesto rivoluzionario che rompe gli stereotipi sull’identità, sulla femminilità, sulla disabilità e sul concetto stesso di rappresentazione.

“Lady Up” mostra come l’arte possa essere spazio reale di inclusione e di riscatto.
Ogni gesto, ogni sguardo, ogni passo di danza raccontano un percorso fatto di volontà, allenamento e desiderio di superare i limiti imposti dagli altri e – spesso – da noi stessi.

Francesca, nel ruolo di Lady Up, rompe le regole del possibile e rivendica il diritto di sognare in grande.
Lo spettacolo diventa così un atto politico e poetico insieme, un invito a guardare oltre le etichette e ad accogliere l’inatteso come motore di cambiamento.